Il Piceno

Il Piceno offre l'opportunità di scegliere tra molteplici itinerari: le Città d'arte (ad iniziare dalle bellezze di Ascoli Piceno, dove la sovrapposizione di stili ha creato veri e propri gioielli), gli antichi borghi medioevali, i teatri storici, i musei e le pinacoteche, le aree archeologiche, l'architettura romanica e medievale. E poi la natura meravigliosa di questa terra, con i due Parchi dei Sibillini e dei Monti della Laga. L'inconfondibile paesaggio collinare, le distese di sabbia bianca finissima della costa: tutto ciò, con l'accoglienza cordiale e le qualificate strutture ricettive, rende indimenticabile una vacanza in questo fantastico luogo. Giacimento di arte, cultura e natura. Qui prospera un' antica e solida tradizione enogastronomica che mescola sapientemente sapori e profumi di terra e di mare. Il Piceno l'Italia che non ti aspetti. Un'introduzione alle più belle attrazioni del Piceno, dalle meraviglie di Ascoli Piceno agli splendidi paesaggi di Grottammare.

Ascoli Piceno, capoluogo di provincia, secondo una tradizione citata nella letteratura antica (Strabone, Plinio, Festo) venne fondata da un gruppo di Sabini, che vennero guidati da un picchio, uccello sacro a Marte durante una delle loro migrazioni detta ver sacrum.

LA STORIA: Le straordinarie vestigia romane, le testimonianze del romanico e del gotico restano indelebili in quella che è stata definita la città delle cento torri. Il centro storico di Ascoli deve il suo aspetto così armonico e compatto al travertino locale che è sempre stato il materiale principale nella costruzione: dalle abitazioni, ai palazzi del potere e a quelli signorili, alle chiese, alle pavimentazioni delle piazze, tra cui la famosa Piazza del Popolo che racchiude tutta la storia di Ascoli Piceno.

COSA VISITARE: La Cattedrale di Sant’Emidio, duomo della città, custodisce il Polittico di Sant’Emidio, un dipinto a tempera e oro su tavola di Carlo Crivelli, datato 1473. La città vanta una Pinacoteca Civica tra le più importanti della Regione Marche, con opere di Tiziano, Tintoretto, Guido Reni, Carlo Crivelli, Pietro Alamanno. Da visitare, il Museo dell'Alto Medioevo composto principalmente dai corredi in oro di due tombe longobarde scoperte nel 1893 presso la necropoli di Castel Trosino, in territorio ascolano e altri capolavori tra cui uno splendido anello d'oro massiccio con incastonata una pietra azzurra. Il Museo Archeologico Statale è ospitato in Palazzo Panichi, residenza urbana cinquecentesca. Il percorso espositivo comprende 2 sezioni: Protostoria, centrata sui Piceni fino alla romanizzazione Sezione Romana e lapidario. La tradizionale e ordinata esposizione archeologica è vivacizzata da sagome e ricostruzioni scientifiche che facilitano la comprensione dei pezzi, come il salone affollato da dame e guerrieri degli antichi villaggi, ciascuno col suo particolare costume o armamento. Un altro importante Museo è quello dell’Arte Ceramica, articolato in cinque sezioni che consentono di ripercorrere le vicende della produzione ceramica ad Ascoli Piceno, dai bacini in maiolica arcaica risalenti al XV secolo, alle produzioni dell’Ottocento e Novecento. Ascoli Piceno è famosa per la “Quintana”, rievocazione storica medioevale con giostra equestre che si svolge nel periodo estivo.

Ascoli Piceno è molto conosciuta per le “Olive all’Ascolana”, piatto tradizionale, uno dei piatti più rappresentativi del Piceno.

Offida, situata a 293 metri s.l. m., è capoluogo della produzione del vino nelle Terre del Piceno con una DOCG “Offida” caratterizzata da tre tipologie: Pecorino, Passerina ed Offida Rosso e la DOC “Terre di Offida” (nelle tipologie Passerina Passito, Vin Santo e spumante). Offida inoltre può vantare un centro storico tra i più interessanti e meglio conservati della zona. Grazie a una serie di ritrovamenti archeologici risalenti al VII-VI secolo a. C. si pensa che il paese abbia avuto vita organizzata già dalla preistoria. Anche il toponimo è perso nella notte dei tempi: potrebbe derivare da Ophis, serpente, daOppidum, località fortificata di epoca romana, o dall’etrusco Ophyte. La nascita del centro attuale si fa risalire alla fondazione del Castello da parte dei Longobardi, tra il VI e il IX secolo. Oggi Offida occupa un posto di rilievo nel Piceno, sia per il suo notevole patrimonio artistico-monumentale, sia per i commerci e le attività industriali, connessi principalmente alle produzioni agricole. Tra le attività artigianali è di rilievo quella del merletto a tombolo. All’ingresso della città si erge la massiccia costruzione della Rocca (1487-1494), voluta da Papa Innocenzo VIII. Nell’ampio torrione circolare si conservano intatti l’antica porta e il bastione fortificato del castello. Al suo interno sorge la mole dell’Ospedale Civile di Pietro Maggi (1796), con facciata neoclassica in laterizio. Nei pressi della Rocca sono disposti il monumento alle Merlettaie (1893) e ilmonumento ai Caduti (1923). Giungendo a Piazza del Popolo troviamo il Palazzo Comunale, elegantissimo nell’equilibrio delle sue proporzioni. Sull’alto portico del ‘400, retto da pilastri cilindrici in cotto, corre una graziosa loggetta, anch’essa quattrocentesca, che poggia su colonnine di travertino. Dal portico si accede al teatro “Serpente Aureo”, opera di Pietro Maggi inaugurata nel 1823. Sulla piazza si affaccia anche la Collegiata Nuova, costruita in uno stile di transizione tra il rococò e il neoclassico. L’interno a tre navate è a croce latina. Colpisce per la sua ardita struttura architettonica, movimentata dalla cupola con tamburo a quattro pennacchi. Percorrendo via Roma, si incontra l’ottocentesco Palazzo Castellotti, che riunisce in un’unica nuova sede il Museo Archeologico “G. Allevi”, la Pinacoteca Comunale e ilMuseo delle Tradizioni Popolari. La Chiesa di S. Maria della Rocca, principale monumento cittadino, sorge su una maestosa rupe, quasi isolata dal resto del paese. L’edificio, in stile romanico-gotico, è costruito in laterizio e presenta, all’esterno, tre slanciate absidi poligonali scandite da lesene in travertino. Il portale della cripta, decorato con motivi floreali stilizzati e animali fantastici, si apre al centro dell’abside maggiore. La cripta, caratterizzata da una selva di colonne e volte a crociera, con la stessa estensione della chiesa superiore, conserva affreschi del XIV secolo. Tra le manifestazioni popolari di maggiore spicco ricordiamo il Carnevale di Offida, i cui festeggiamenti iniziano con il Venerdì Grasso con la caccia de Lu Bov Fint: fra gruppi di giovani in guazzarò (antico abito contadino da lavoro), un finto bue di stoffa, portato a spalla da un uomo, percorre le affollate vie del paese correndo e scornando, seguito da un’allegra processione di sostenitori che lo scortano fino al simbolico mattatoio sotto il Palazzo Comunale. Nell’ultimo giorno di Carnevale, accompagnati dalla musica delle diverse Congreghe mascherate, sfilano i Vlurd: fasci di canne incendiate portate dagli uomini in giro per la città e, infine, gettati in un gran rogo, attorno il quale il popolo in maschera gira, balla e canta in un ultimo goliardico saluto al Carnevale morente.

Ripatransone, pur trovandosi a 12 km dal mare, è posta a un’altitudine notevole: la collina dove è situata è di per sé una torre di avvistamento naturale che spazia dalla Montagna dei Fiori, al Gran Sasso, ai monti Sibillini.Si tratta di un centro di spiccato interesse artistico che, anche in anni recenti ha saputo non solo salvaguardare il suo patrimonio paesaggistico e d’arte ma promuoverne la riscoperta; è importante la pinacoteca civica e gipsoteca “Uno Gera” uno tra i musei più compositi e singolari delle Marche caratterizzato da una collezione comprendente opere pittoriche di 70 artisti dal quattrocento ai giorni nostri e capolavori quali un trittico e tre tavole di Vittore Crivelli, xilografie di Adolfo De Carolis e un’interessante raccolta di ceramiche e maioliche rinascimentali. Proprio perché arroccata sulla più elevata collina della zona, è l’area tipica del vino rosso piceno. L’ampio territorio comunale, che ricade in parte nell’area del Rosso Piceno Superiore, è caratterizzato da un’intensa produzione agricola. Partecipe delle associazioni Città del Vino e Città dell’Olio, ben rappresenta la tipicità del paesaggio marchigiano così caratteristicamente segnato dalla mano dell’uomo. Le valli e i colli, che dolcemente discendono fino al mare, incisi da piccoli corsi d’acqua, sono stati modellati nel corso dei secoli dal lavoro degli agricoltori: la natura naturalis convive con la natura artificialis in un intenso ed equilibrato scambio vitale. Peculiarità di questa zona sono gli inquietanti e sorprendenti brani di terra a carattere calanchivo. Nel Paese è presente il vicolo più stretto d’Italia, come anche uno dei teatri storici del territorio.

Posto lungo la costaadriatica meridionale delle Marche alla foce del fiume Tronto.

È il centro più importante e noto della Riviera delle Palme, dicitura originariamente riferentesi al solo litorale sambenedettese ma poi estesasi anche a quelli di Grottammaree di Cupra Marittima e persino ad alcune località dell'entroterra limitrofo dopo la nascita del consorzio turistico omonimo.

La città richiama visitatori da ogni parte d'Italia e d'Europa e costituisce il principale polo turistico delle Marche per numero di presenze[5], oltre a possedere il maggior porto peschereccio dell'Adriatico e tra i maggiori d'Italia.

Dal 1999 la città viene insignita ininterrottamente della Bandiera Blu con stella, il riconoscimento che la FEE (Foundation for Environmental Education) rilascia alle località costiere europee che soddisfano criteri di qualità legati a parametri di vario tipo fra cui quelli relativi alle acque di balneazione, alla pulizia delle spiagge e agli approdi turistici.

Situato a nord della foce del fiume Tesino, il centro abitato si estende lungo la costa fino alle pendici delle vicine colline dove spicca l'antico borgo medievale.

L'intenso sviluppo urbanistico, ancora in atto, fa estendere il centro abitato verso la foce del Tesino e lungo il suo corso verso l'interno.

A sud della foce del Tesino si trova la popolosa frazione Ischia, divenuta negli anni una zona della città che forma un unico agglomerato urbano con la confinante San Benedetto del Tronto.

È attraversata dal 43º parallelo dell'emisfero boreale. Grottammare gode di un clima particolarmente benigno, con inverni relativamente temperati ed estati calde, ma non afose.

La temperatura media annua è di circa 15 °C mentre le precipitazioni sono generalmente comprese fra i 600 e i 700 mm.